I mercoledì del Carmine

Da oltre cinque secoli il mercoledì è il giorno dedicato alla Madonna del Carmine, in ricordo di una prodigiosa guarigione di un gran numero di ammalati, avvenuta a Napoli nel 1500

L’iniziativa dei sette mercoledì, da pasqua a pentecoste con il pellegrinaggio al santuario del Carmine di Ragusa, vuole essere occasione per rinnovare la nostra fede in Cristo Risorto, affidando alla intercessione materna della Madonna del Carmine ogni richiesta particolare di grazie.

Partendo dalle parole «Se vuoi puoi guarirmi» (Mc 1,40), nel corsi dei sette mercoledì, verrà sviluppato il tema della guarigione nei Sacramenti e nella Sacra Scrittura

programma:

MERCOLEDÌ 24 APRILE • 1-8-15-22-29 MAGGIO • 5 GIUGNO 2019

ore 17.30 Recita del S. Rosario

ore 18:00 Santa Messa e, a seguire, catechesi sul tema: Il dono dello Spirito Santo nella vita dei credenti

Mercoledì 5 giugno, santa Messa ore 19:00,
con la partecipazione delle consacrate e dei consacrati.
Al termine della celebrazione, benedizione e imposizione
dello scapolare del Carmine.

Storia della devozione
dei mercoledì
della Madonna del Carmine

Da oltre 500 anni il mercoledì è il giorno dedicato alla Madonna del Carmine.
L’origine di tale dedicazione risale all’Anno Giubilare del 1500, in quell’anno un gruppo di devoti volle organizzare un pellegrinaggio a Roma portando in processione l’icona della Madonna del Carmine detta “La Bruna”, venerata nella Basilica-Santuario del Carmine Maggiore di Napoli. Il pellegrinaggio per Roma partì da piazza Mercato il 7 aprile 1500 e attraversando via Lavinaio avvenne il primo miracolo: la guarigione dello storpio Tommaso Saccone, egli che mendicava lungo la via dove passava il corteo, implorò la Madonna di guarirlo, promettendole che si sarebbe accodato ai pellegrini se fosse stato sanato. Lo storpio fu sanato all’istante tra lo stupore dei presenti. Lungo la strada da Napoli a Roma avvennero molti altri miracoli, per cui quando il pellegrinaggio napoletano giunse In prossimità di Castel Sant’Angelo, lo stesso Papa Alessandro VI si mosse per andargli incontro e accompagnare la Sacra effigie nella Basilia di San Pietro, dove rimase esposta tre giorni, visitata da moltissimi devoti e pellegrini.
Nel viaggio di ritorno a Napoli si verificarono ancora altri fatti straordinari, per cui l’accoglienza fu più che trionfale nel rientro a Napoli. Il clamore suscitato dai miracolosi eventi fu tale che il Re Federico II d’Aragona volle una solenne funzione nella Chiesa del Carmine, davanti l’icona mariana, per impetrare grazie per i malati del Regno, la funzione fu fissata per il 24 giugno, un mercoledì.
Nella mattina del 24, presente il re e la sua corte, gli infermi furono portati in chiesa e sistemati su appositi palchi innalzati lungo i due lati della chiesa. Quando furono iniziate le litanie e le campane del campanile di fra’ Nuvolo suonarono a distesa, due raggi di luce piovvero dal cielo per posarsi sulla sacra effigie della Madonna e poi riversarsi come un grande fiume di luce sulla duplice fila dei malati, che furono tutti guariti. Quel giorno era un mercoledì, giorno che da allora fu dedicato a Maria del Carmine, in ricordo di tali prodigi, frutto del suo materno amore e della sua intercessione presso il Divin Figlio.

Tra le pratiche di culto che si collegano ai “Mercoledì del Carmine”, una prese  immediatamente rilevanza, quella dei “Mercoledì di Udienza”, ovvero i sette mercoledì che intercorrono tra Pasqua e Pentecoste. Nella pietà popolare i fedeli che avevano accompagnato Maria nel suo dolore durante la Quaresima ed i giorni della Passione si recavano dopo la Pasqua a salutarla e rallegrarsi con lei per la risurrezione del suo Figlio, confidando che ella, felice dopo tanto dolore, fosse particolarmente sensibile ad alleviare le pene di coloro che erano nel dolore e che le si rivolgevano in questi particolari giorni a lei consacrati.

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