
Il 2025, anno giubilare, anno santo di grazia il cui tema voluto da Papa Francesco è “Pellegrini di speranza”, durante il quale il Santuario del Carmine ha un ruolo di primo piano essendo una delle chiese giubilari della diocesi di Ragusa, è stato ulteriormente impreziosito da un evento che si attendeva da trenta anni: il 27 agosto fedeli e devoti, proprio come pellegrini di speranza, uniti in un viaggio fisico e spirituale dalla Cattedrale hanno accompagnato in processione l’Arca santa ed il simulacro di San Giovanni Battista, Patrono di Ragusa, fino al Santuario del Carmine, scelto quest’anno come chiesa di sosta tra primo e secondo giorno di festa. L’abbraccio con la presenza carmelitana di Ragusa non poteva non coinvolgere anche le Carmelitane Scalze del Monastero “S. Teresa” come atto di attenzione per la loro tanto silenziosa quanto preziosa presenza orante e di devozione per la Beata Maria Candida dell’Eucaristia, con una sosta della processione dinanzi al monastero, dando vita ad un momento intenso ed emozionante: dopo che il priore, p. Gianni Iacono, con devozione ha donato un mazzo di rose rosse al Santo, ha fatto seguito l’intervento della madre priora, la cui voce ha riempito la piazza in ringraziamento e lode per tale momento.
Lasciato il monastero, la processione ha continuato il suo viaggio alternando preghiere e marce eseguite dal Corpo bandistico San Giorgio città di Ragusa diretto dal maestro Giacomo Antonio Palermo, fino a giungere al Santuario del Carmine in cui il simulacro e l’Arca Santa, al ripetuto grido di Patronu Viva, hanno fatto ingresso accolti con giubilo dai padri carmelitani e dai fedeli in un tangibile sentimento di profonda devozione ed emozione, in attesa della Celebrazione Eucaristica presieduta dal rettore del Santuario, p. Gianni Iacono, animata dalla corale diretta dal maestro Giovanni Distefano.
Il giorno dopo, vigilia della solennità del martirio del Santo, il santuario ha aperto le sue porte ai fedeli di buon mattino per permettere a questi di vivere nel silenzio ed in raccoglimento la propria fede, devozione, gratitudine per un evento vissuto come un dono ricevuto dall’Alto.
Una solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta dal parroco della cattedrale don Giuseppe Burrafato ha preceduto l’avvio della processione volta al rientro in Cattedrale dell’Arca Santa e del simulacro di San Giovanni, segnando la conclusione di due giorni memorabili, vissuti con grande emozione e profonda devozione verso il nostro Santo Patrono, non solo tanto caro al popolo ragusano, ma certamente amato e venerato da tutta la Chiesa universale.
Egli infatti è un uomo “giusto e santo” (At 3,14), messo a morte per la sua libertà di parola e la fedeltà al suo mandato. Giovanni, in questi tempi così difficili e confusi, ci insegna in modo luminoso che la vita ha valore solo nel donarla, nel donarla nell’amore, nella verità, nel donarla agli altri, nella vita quotidiana, nella famiglia. Sempre donarla. Se qualcuno prende la vita per sé, per custodirla, come il re nella sua corruzione o la signora con l’odio, o la fanciulla, la ragazza, con la propria vanità, la vita muore, la vita finisce appassita, non serve.

Preghiera a San Giovanni pronunciata dalla Priora, a nome di tutta la comunità del Monastero S. Teresa:
O glorioso Patrono di Ragusa,
nostro Protettore, San Giovanni Battista,
insieme a Madre Candida,
che tanto ti ha amato e imitato
nella sua vita terrena,
ti accogliamo con gioia
in “questo caro deserto del Carmelo”,
e ti chiediamo di ottenerci la grazia di imitare te,
modello perfetto di vita contemplativa
coerentemente vissuta,
di coraggio radicale nella testimonianza del Vangelo,
di generosità nel dono totale di sé.
O uomo del deserto e del silenzio
che sa discernere come e quando ben parlare,
alza ancora oggi, per noi, il tuo indice verso il Cielo,
a indicarci la Salvezza!
Guidaci lungo il deserto della vita sulla via della Pace!
Aiutaci a creare dentro di noi spazi di silenzio,
per accogliere la Parola Eterna di Verità,
il perdono che ci riconsegna a noi stessi,
la riconciliazione che crea ponti di comunione.
Proteggi il nostro Papa Leone, il nostro Vescovo Giuseppe,
il nostro Ordine, i nostri cari, le nostre Comunità,
la nostra Diocesi, tutti.
Amen.